Copia di criptovalute e tasse 2

Riduzione aliquota fiscale sui premi produttività

Il governo Meloni punta ancora a stimolare le imprese verso la premialità ai dipendenti per mezzo di
ulteriori agevolazioni fiscali. Dopo la previsione inserita nel decreto-legge Aiuti Quater, che aumenta il tetto per i fringe benefit da 600 euro a 3000 euro per il 2022, l’esecutivo ha deciso di intervenire ed incentivare la contrattazione aziendale di secondo livello con la manovra di bilancio 2023.

In particolare, l’esecutivo studia il dimezzamento dal 10% al 5% dell’aliquota fiscale applicabile ad oggi ai
premi di produttività previsti nella contrattazione di secondo livello di ogni azienda che li ha adottati e
che li andrà ad adottare a partire dal 2023.

La proposta mira a portare la contrattazione aziendale in tutte le aziende e non soltanto nella minoranza odierna, considerato che i sistemi premianti e gli accordi di secondo livello sono una prassi consolidata in grandi aziende e non è così semplice ritracciare tali prassi nella moltitudine delle PMI italiane.

Inoltre, si cerca di colmare, in questo modo, le difficoltà raccolte dall’introduzione dei sistemi di welfare aziendale nelle PMI.

Gli accordi di secondo livello possono avere ad oggetto premi per gli incrementi di produttività, di redditività, di qualità, di efficienza e innovazione, secondo i parametri individuati dalla contrattazione tra sindacati e datore di lavoro.
L’odierna aliquota del 10% si applica sui premi liquidati al singolo dipendente con una retribuzione annuale lorda non superiore ad € 80.000,00 e sino ad una somma massima premiante di € 3.000 euro.

Gli stessi requisiti e parametri verranno applicati alla nuova imputazione fiscale allo studio dell’esecutivo.

Questa novità potrà portare evidenti benefici a datori di lavoro e a i loro dipendenti, soprattutto in tema di efficientamento fiscale per entrambe le categorie.

Inoltre, si spera di ampliare la platea delle aziende, anche PMI, che vogliono sposare nuovi sistemi di incentivazione e premialità ai dipendenti e posizionarsi sul mercato con modelli organizzativi aziendali evoluti che permettono alle aziende, tra le varie conseguenze un salto di qualità nel settore del reclutamento delle risorse umane.

 

– Articolo a cura di Marco Zaia, Consulente Legal Partner d’Impresa

 

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