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Pianificazione e controllo

Sai che senza un piano aziendale, non andrai da nessuna parte?

In molti si stanno ritrovando a dover chiudere la loro attività. 

Purtroppo con il coronavirus abbiamo uno scenario futuro abbastanza impegnativo.

Ci aspetta una Recessione.

Oggi abbiamo le prime stime per quanto riguarda il Pil dell’italia che lo danno a -10% per i primi sei mesi e -6 % su base annua.

E’ chiaro che come sistema Italia non abbiamo le risorse per poterne uscire da soli, quindi dobbiamo essere per forza aiutati dall’ Unione Europea.

Lo Stato deve stare al nostro fianco immettendo  liquidità nel sistema impresa, anche sotto forma di credito d’imposta.

E per quanto la Stato possa aiutare le aziende, spesso il problema è che le imprese non sono capaci ad utilizzzare gli strumenti a loro disposizione.

La maggior parte delle imprese italiane non ha un’abitudine a fare pianificazione strategica di medio-lungo periodo.

Ne’ lo Stato, ne’ le piccole e medie imprese investe nella prevenzione.

Purtroppo in questo modo non ci  siamo mai preparati quando accadono situazioni come queste, che si presentano con un andamento ciclico.

Ci sono alcuni imprenditori di fama internazionale che affermavano da anni il possibile arrivo di epidemia come questa.

Come per alluvioni e terremoti, ci troviamo sempre a gestire le emergenze piuttosto che prevedere e pianificare

E come per altre problematiche, nonostante fossero prevedibili, non agiamo. 

Ad esempio non abbiamo mai costruito case che resistono ai terremoti o agli alluvioni, ecc.

Ci troviamo a fare i conti con queste emergenze ma senza mai fare dei piani per prevenirle.

In Italia abbiamo un tessuto imprenditoriale composto per il 91% da piccole e medie imprese (circa 5 milioni) che occupano l’82% dei lavoratori, vale a dire 15 milioni di persone secondo le statistiche nazionali.

A differenza degli altri stati, come quelli anglosassoni, da noi manca una cultura aziendale che porti gli imprenditori ad adottare strumenti di pianificazione per far fronte alle crisi che si presentano. 

Fonti quali ISTAT e  Il Sole 24 ore, hanno dichiarato che più del 50% delle imprese non arriva al quinto anno di vita, molto spesso per la mancanza di una pianificazione strategica di medio-lungo periodo e di un sistema di controllo della gestione e delle performance aziendali.

Le caratteristiche delle PMI italiane sono:

1 – Fortemente sottocapitalizzate.

 

2 – Presentano un forte indebitamento nei confronti di terzi. Non avendo capitale proprio chiedono finanziamenti a Banche o ad altri finanziatori esterni all’azienda;

 

3 –  Hanno una scarsa liquidità;

 

4 –  Non fanno pianificazione strategica a medio-lungo termine e controllo di gestione;

 

5 – Non fanno accantonamenti (“gli intoccabili”) per far fronte a crisi esogene;

 

6 – Non hanno una strategia di protezione del patrimonio dell’imprednditore.

Quali sono le conseguenze?

Chiuderanno migliaia di aziende.

Riflettendo sullo scenario attuale determinato dalla crisi, abbiamo dedotto che bisognerà prendere delle misure e attuare piani urgenti per le imprese. 

Ed è qui che un professionista si rivelerà un Partner della vostra Azienda, piuttosto che un inseritore di dati e dispensatore di F24.

Un semplice commercialista ti tiene la contabilità e praticamente non fa altro che seguirti gli adempimenti normativi e fiscali.

Noi ti aiutiamo ad introdurre, nella tua imresa, strumenti di pianificazione strategica e controllo di gestione che ti permettono di far crescere e strutturare l’azienda per far fronte a queste situazioni di criticità  che vanno a scuotere la normalità e che ciclicamente si presentano,sotto forma di emergenza sanitaria, climatica o altro.

Ecco cosa faremo per te:

 – Faremo un check up aziendale che ti permette di misurare le condizioni di equilibrio aziendale;

–  Faremo un’analisi interna all’azienda evidenziando i tuoi punti di forza e di debolezza;

– Stileremo un budget previsionale, traducendo gli obiettivi in programmi previsionali;

– Faremo un’analisi di bilancio

– Analizzeremo il Punto di pareggio e il margine di contribuzione aziendale;

– Faremo un’analisi situazione finanziaria del fabbisogno finanziario per far fronte agli impegni a breve termine e sapere quanta autonomia hai (“quanta acqua hai nella borraccia per attraversare il deserto”)

Questo tsunami  puo’ rappresentare l’occasione per un’introduzione sistemica di questi strumenti di pianificazione e controllo nelle PMI italiane. 

Così come è stato lo smart working (la cui adozione era prevista già da diversi anni e fin’ora mai utilizzato dalle aziende italiane) e dal quale non si tornerà più indietro, questa crisi rappresenta una grande opportunità per cambiare la mentalità dell’imprenditore, evolversi e diventare più resilienti.

Come ha detto anche il Papa pochi giorni fa “il futuro è oggi”.

 

L’obiettivo è andare a costruire un sistema di controllo, un set di indicatori che permettano di monitorare e misurare le performance aziendali, per essere pronti e preparati a situazioni come questa. 

Andare a monitorare la media dei giorni di incasso dei crediti dai clienti, rispetto alla media dei giorni dei debiti verso i fornitori.

Puntare ad un efficienza ed efficacia gestionale che porti ad un equilibrio aziendale per avere sempre sotto controllo le dinamiche ed i processi aziendali.

Bisogna avere un focus sulla liquidità e non sul fatturato che come indicatore è poco significativo.

Tutto questo, ti permetterà durante l’anno di avere una rotta da seguire.

Noi siamo Partner d’Impresa e con noi ti rialzerai. 

Per scoprirne di più, clicca qui per richiedere una Business Coaching e se hai qualche domanda da farci, non esitare a contattarci!

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