calo di fatturato

Come fronteggiare il calo di fatturato

Chi non ha avuto un calo di fatturato in questo periodo di chiusura totale?

Tutti!

Chi più chi meno, ma il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria ha portato con sé anche una grande emergenza economica. 

Devo darti una buona notizia!

E’ stato finalmente approvato il modello a distanza dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto deliberato con l’art. 25 del Decreto Rilancio. 

Oggi, infatti, parliamo di come fronteggiare il calo di fatturato ottenendo il contributo a fondo perduto

Continua a leggere per scoprire a chi si rivolge e come può essere ottenuto.

Contributo a fondo perduto

Lo Stato garantisce il contributo a coloro che hanno un fatturato fino a 5 milioni di euro, che a causa dell’emergenza sanitaria hanno subito una riduzione del fatturato, quindi:  

  • i soggetti esercenti attività d’impresa, 
  • i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo,
  • le imprese agricole o commerciali.

Lo scopo del contributo consiste, dunque, nel riparare al calo di fatturato, e quindi di reddito, che tutte le attività hanno avuto in questo periodo.

Per ottenere il contributo, gli interessati dovranno presentare un’istanza telematica all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 15 giugno e con scadenza il 13 agosto. 

Una volta verificati i presupposti di legge, la stessa provvederà ad effettuare un bonifico sul c/c del beneficiario. 

Vediamo adesso quali sono i requisiti richiesti per ottenere il contributo. 

Requisiti richiesti

Come abbiamo detto precedentemente, al fine dell’ottenimento dell’agevolazione è necessario aver conseguito nel 2019 un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 5 milioni di euro

Altro requisito importante fa riferimento a coloro i quali hanno avuto per il mese di aprile 2020 un calo del fatturato superiore a un terzo rispetto al fatturato avuto nell’aprile 2019

Facciamo un esempio per capire meglio.

Se ad aprile 2019 ho avuto un fatturato pari a 100, ad aprile 2020 devo aver avuto un fatturato inferiore a 67 (33,3%) per poter avere diritto al contributo. Quindi, nel 2020 il fatturato deve essere inferiore ai due terzi rispetto al fatturato del 2019. 

Attenzione però, il calcolo del fatturato non deve essere relativo solo alle fatture emesse ma anche alle operazioni effettuate nel mese di aprile.

Dico ciò, perché ci sono delle operazioni che possono essere posticipate al mese successivo (ad esempio maggio) ma che rientrano nella competenza di aprile. In questo caso vanno conteggiate, quindi aggiunte, nel fatturato del mese di aprile 2020. 

Rientrano inoltre, nel calcolo del fatturato anche quelle attività che non sono tipiche dell’attività

Mi spiego meglio.

Se ho un bar e la mia attività principale riguarda la somministrazione di alimenti e bevande ma, durante l’attività vendo un bene strumentale (attività non collegata all’attività principale), questa operazione rientra nel calcolo del fatturato. 

Nonostante non rientri nel volume d’affari tipico dell’attività svolta

Altro scenario che può presentarsi è il seguente: se nel 2019 ho avuto un fatturato di 10.000 e nel 2020 nello stesso mese, pur stando chiuso ho venduto un macchinario per 10.000. Ecco che il fatturato di aprile 2019 risulterà essere uguale al fatturato 2020. In questo caso non abbiamo diritto al riconoscimento del contributo. 

Vediamo ora come possiamo calcolare il contributo.

Come si calcola il contributo? 

Il contributo viene calcolato in funzione della differenza del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 con quelli riconducibili al mese di aprile 2019.

Sul valore ottenuto si dovrà applicare una percentuale, così determinata:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori al 400.000 €;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi da 400.00 € a 1 mln di €;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi da 1 mln e 5 mln di €.

Dunque, l’ammontare del contributo viene riconosciuto per un importo non inferiore a:

  • 1.000 euro per le persone fisiche;
  • 2.000 euro per tutti gli altri soggetti (non persone fisiche).

Ciò significa che se il contributo calcolato è di 800 euro, riceverò comunque 1.000 euro.

Attenzione però, perché ci sono dei soggetti che sono esclusi.

Continua a leggere per capire chi non può beneficiare del contributo a fondo perduto.

Chi è escluso dall’agevolazione?

Purtroppo, questo contributo non è aperto a tutti.

Infatti, i soggetti esclusi dal beneficio del contributo a fondo perduto sono:

  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazioni;
  • i soggetti con attività cessata alla data di presentazione dell’istanza;
  • i professionisti iscritti alla gestione separata INPS e lavoratori dello spettacolo;
  • i professionisti iscritti agli Ordini.

Se si richiede un contributo superiore a 150.000 euro, oltre all’istanza per il riconoscimento del contributo, occorre compilare anche la dichiarazione ANTIMAFIA.

Se vuoi saperne di più, o necessiti di un aiuto, clicca qui!

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