Il Decreto Rilancio ha esteso l’iniziale periodo di blocco dei licenziamenti terminato il 16 maggio scorso fino al 17 agosto.

Tutti i datori di lavoro, a prescindere dal settore merceologico di appartenenza e la forza occupazionale, non possono licenziare per motivi economici.

Hanno il blocco dei licenziamento anche nel caso di esaurimento degli ammortizzatori sociali e di chiusura o drastica riduzione dell’attività lavorativa.

Fuori da queste casistiche non è possibile licenziare i dipendenti.

Sono esclusi dal blocco dei licenziamenti, e quindi possono essere licenziati:

  • i dirigenti;
  • gli apprendisti al termine del periodo formativo;
  • e per scadenza del termine i lavoratori con contratto a tempo determinato.

Dobbiamo, quindi, capire come gestire il personale in esubero durante questo periodo di blocco dei licenziamenti tra la fine della cassa integrazione e la fine di agosto quando scadrà il blocco. 

Infatti, la cassa integrazione copre al massimo 14 settimane (9 settimane previste dal Decreto Cura Italia e 5  settimane dal Decreto Rilancio) mentre fino ad agosto ci sono 22 settimane.

Le imprese hanno il problema di trovare soluzioni gestionali per  fronteggiare la situazione descritta che emerge sia durante il passato periodo di lockdown  che in questa fase di riapertura.

Come possiamo quindi far fronte a questo blocco dei licenziamenti?

Continua a leggere per scoprire quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Come utilizzare la cassa integrazione 

Sicuramente uno dei metodi che ci ha concesso il Governo, per far fronte al blocco dei licenziamenti, è la cassa integrazione emergenziale. 

Questa soluzione nasce proprio per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Ma cos’è la cassa integrazione? 

E’ uno strumento che consente al datore di lavoro di sospendere temporaneamente il rapporto di lavoro. 

Sospensione che può essere totale (il datore di lavoro rinuncia completamente alla prestazione lavorativa) oppure parziale (ci saranno periodi di lavoro alternati a periodi di cassa). 

A fronte delle ore non lavorate la cassa integrazione consente di chiedere all’INPS o alla regione l’erogazione di un’indennità al lavoratore. 

In altri termini, a fronte di una non prestazione lavorativa del dipendente, il datore di lavoro risparmia non solo tutta la retribuzione relativa alle ore non lavorate ma anche tutti i contributi sulla stessa.

Mentre, il lavoratore percepirà l’indennità di cassa integrazione a copertura di questo periodo. 

Cassa integrazione che è aperta a tutti i settori merceologici, quindi riguarda ad esempio:

  • il settore industriale dove ci sono attività produttive;
  • il settore del terziario con attività di commercio sia al dettaglio che all’ingrosso;
  • pubblici servizi;
  • gli artigiani;
  • tutte quelle attività che non rientrano nella cassa integrazione ordinaria o nel fondo di integrazione salariale che accedono quindi alla cassa integrazione in deroga. 

I settori con maggiori difficoltà sono fondamentalmente i piccoli negozianti o quelle attività del commercio o dei servizi che hanno fino a 5 dipendenti.

Queste aziende purtroppo non hanno ammortizzatori sociali strutturali.

Di conseguenza possono accedere soltanto alla cassa integrazione in deroga concessa eccezionalmente in questa fase di emergenza sanitaria. 

Durata cassa integrazione e ulteriori strumenti da utilizzare

Sappiamo che la cassa integrazione ha una durata limitata: 9 settimane.

Eccezionalmente, nelle regioni più colpite, abbiamo una durata più estesa che passa dalle normali 9 settimane alle 13 settimane.  

Con il Decreto Rilancio è stata finalmente prorogata la cassa integrazione suddivisa in questo modo: altre 5 settimane che possono essere godute entro il 30 agosto e le successive 4 dall’1 settembre al 31 ottobre. 

Tuttavia, la maggior parte delle aziende ha iniziato la cassa integrazione a Marzo, di conseguenza ha già terminato, ad oggi, le prime nove settimane.

Chiedendone subito altre cinque, ci sarà sicuramente fino al primo settembre un periodo di fermo, dove il dipendente non percepirà nulla. 

Ci troviamo quindi in una situazione tale per cui molto probabilmente non sarà sufficiente per alcune aziende risolvere il problema dell’occupazione. 

Possiamo comunque usufruire di ulteriori strumenti, quali ad esempio la possibilità di ricorrere al godimento delle ferie arretrate o addirittura attingendo alle ferie di competenza dell’anno in corso.

Inoltre, avendo esaurito la cassa integrazione è possibile fare degli accordi con i propri dipendenti. Ad esempio: un periodo di contrazione dell’orario di lavoro, con o senza trasformazione del rapporto in part-time. 

Questi e altri strumenti studiati assieme all’imprenditore ci consentiranno di superare questo momento di grande crisi e di poter conservare il posto di lavoro ai nostri dipendenti,  sperando in un rilancio dell’economia.

Come possiamo aiutarti

Noi di Partner d’Impresa possiamo aiutare l’imprenditore a trovare delle soluzioni studiando assieme la sua situazione, la realtà economica attuale e la situazione dei dipendenti.

Dobbiamo innanzitutto fare un’indagine approfondita dell’azienda per poter capire bene quali sono le variabili della singola attività produttiva al fine di trovare le soluzioni più idonee e vantaggiose per l’azienda. 

Inoltre, suoortiamo l’mprenditore nel conservare una buona relazione con il proprio dipendente in modo tale che possa, in una fase di rilancio dell’attività, proseguire il rapporto di lavoro. 

Successivamente, aiutiamo l’imprenditore nel controllo dei numeri aziendali non soltanto dal punto di vista economico e finanziario ma anche dal punto di vista della gestione delle risorse umane.

Avendo, quindi, tutte le informazioni a nostra disposizione, possiamo avere una visione chiara della direzione aziendale da prendere per far ripartire la nostra attività e di conseguenza ripartire al meglio. 

 

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